Tempo fa, Carlo Corsetti (Vedi biografia), autore di Concerto Civile, ci ha chiesto di pensare ad una proposta video per quest’opera.

Concerto Civile è un concerto e come tale si sviluppa dal vivo su un palco, con un suo inizio ed una sua fine, in otto canti ricostruisce la storia d’Italia dal Risorgimento ad oggi.

Ci siamo presi del tempo per accettare questa sfida: sì, sfida, perché portare in video Concerto Civile consisteva nel creare qualcosa di diverso dalla rappresentazione teatrale. Non potevamo semplicemente fare delle riprese durante un’esecuzione, Concerto Civile nasce e muore sul palco oppure va riscritto cinematograficamente ed in questo caso noi eravamo decisamente fuori budget. Dopo un mese abbiamo rivisto Carlo e gli abbiamo proposto di dividere Concerto Civile in otto lyric video da divulgare sul web con una veste nuova rispetto a quella live. Questo, da parte nostra, ci permetteva di poter caratterizzare ogni singolo canto di Concerto Civile rendendolo unico, ma allo stesso tempo, inserendoli all’interno di un unico contenitore, ci dava la possibilità di mantenere l’essenza unitaria del valore civico che Carlo aveva ideato. Elementi che dovevano assolutamente continuare ad esistere e legare l’intero progetto video erano le tre voci: il Mezzosoprano (Paola Cacciatori), il Baritono (Cristian H. Alderete) e il Pianoforte (Roberto Pivotto). Carlo ha subito abbracciato questo progetto. Siamo partiti.


FORZA, GENTE ( Vedi video )

Forza Gente è il preludio a Concerto Civile, che sulle note di Va’ Pensiero, invita gli Italiani di qualsiasi epoca
a scendere nelle piazze, a lottare e cantare i propri diritti ed ideali. Ed è proprio nell’interezza di Concerto
Civile che si svilupperà questo invito, quindi in questo canto ci siamo limitati a fornire dei flashback visivi
che ritroveremo poi nella costruzione di “Mameli Cantò”, “La Banda”, “Sorgi Italia” e “Canto alla Gioia”.


MAMELI CANTO’ ( Vedi video )

Mameli Cantò, cantata da solista dalla Mezzosoprano Paola Cacciatori, affronta al suo interno la
controversa e altalenante storia dell’unità d’Italia. Nell’impostare l’impatto grafico di questo canto ci siamo
soffermati su degli elementi semplici, tre colori e una linea. I tre colori sono quelli della nostra bandiera, la
linea, che accompagna il lyric video, si scoprirà solo alla fine, comporre i confini nazionali. Abbiamo appunto
immaginato di accompagnare il testo, visivamente, verso il formarsi degli attuali confini, delineati dall’unità
d’Italia, il tutto, con una semplice linea di tre colori: verde, bianco e rosso.


LA FANFARA ( Vedi video )

La Fanfara, cantata da solista dal Baritono Cristian H. Alderete, affronta, nel testo, la chiamata alle armi di
tre/quattro generazioni di giovani (dalla presa di Roma del 1870 fino alla guerra di liberazione del 1943-45),
illusi di partire per delle campagne di pace e ritrovatisi, invece, a morire sistematicamente sotto le bombe
nemiche. In questo caso abbiamo voluto visualizzare la ripetitività delle azioni che avvengono all’interno del
testo con un’alternanza di chiaro scuri, dove i toni chiari rappresentano le promesse e le illusioni, e quelli
scuri rappresentano la morte, macchiata dal sangue dei soldati.
In questo racconto abbiamo scelto di identificare i vari eserciti, che si sono succeduti nelle differenti guerre,
con i propri copricapi; siamo partiti dal cappello dei bersaglieri per la breccia di Porta Pia ed abbiamo
concluso con il berretto partigiano garibaldino per la guerra di liberazione.


DIRITTI E LIBERTA’ ( Vedi video )
La “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”, noi abbiamo voluto pensarlo come il manifesto di Concerto Civile. Lo abbiamo contestualizzato nella nostra epoca
perché i diritti umani non hanno età e lo abbiamo portato, con la fantasia, per le strade, con gli elementi
tipici della street art, in modo che tutti avessero la possibilità di vederlo e di ricordarsi che “tutti nasciamo
liberi ed uguali”.


COSTICANTO ( Vedi video )

Costicanto, cioè Canto della Costituzione, sintetizza e presenta i primi dodici articoli della Costituzione
Italiana che racchiudono i principi fondamentali sui quali questa si basa. Per rappresentare questo canto
abbiamo scelto un foglio di carta d’epoca su cui scrivere gli articoli con un classico font courier (proprio
delle vecchie e affascinanti macchine da scrivere). Abbiamo accompagnato il tratto delle scritte con le
iconografie di ciò che gli articoli enunciano.


LA BANDA ( Vedi video )

Canto che racconta la storia della repubblica dal 1946 ad oggi e descrive, attraverso fatti di
cronaca documentati e documentabili, tutte le occasioni in cui lo “Stato profondo”, fatto spesso da gente
senza scrupoli e pronta a tutto per mantenere il proprio potere, ha tradito “L’Italia profonda”, fatta di
persone che pazientemente lavorano, giorno dopo giorno, per tirare avanti la barca. Noi abbiamo pensato
che fosse opportuno ricreare dei giornali, utilizzando foto e immagini di repertorio, in modo da rendere il
testo più vicino possibile al concetto di carta stampata, attraverso cui, la gente comune, apprende i fatti di
cronaca.


ALLA GIOIA ( Vedi video )

Questo è un canto di fraternità, in cui lo stare insieme, la condivisione, il parlare di cose alte e della
condizione umana sono il pilastro, sono il tema portante. Qui Schiller nel testo e Beethoven nella musica,
riescono ad esprimere tutta la potenza di questi sentimenti, che sono poi diventati i sentimenti europeri. La
traduzione di Carlo, prima ed unica traduzione metrica in italiano, regala spunti di altissima intensità e
l’ultima strofe, aggiunta dal prof., chiude il canto e ci suggerisce che i giovani, ancor meglio, i bambini, sono
i veri deputati, gli eletti che possono parlarci della Gioia. Perciò abbiamo fatto disegnare a 100 bambini la
loro idea di gioia e questo è il risultato, senza filtri, senza sovrastrutture.


SORGI, ITALIA ( Vedi video )

Questo è il canto conclusivo sul palco di Concerto Civile, è il canto con cui si saluta il pubblico in modo
positivo e con ottimismo. Con questo canto si esorta l’Italia intera a risorgere, a rinascere rinnovata,
mettendo per sempre via i suoi mali e puntando tutto sulle caratteristiche meravigliose che l’hanno resa
unica e grande. Il nostro lavoro è stato semplice, l’intuizione è stata quella di dover esaltare il testo del
ritornello, formando con le parole il tricolore. Nelle strofe, invece, il tricolore è meritato solo dalle parole o
da quei concetti che hanno fatto grande l’Italia e gli Italiani nel corso della storia: memoria, cultura,
accoglienza, cura, territorio, giustizia, libertà.